La crisi dei casinò di Macao

Ci sono luoghi che, nell’immaginario collettivo, si associano al lusso, alla bella vita, e a enormi mucchi di denaro. Ad esempio, questa è l’idea che generalmente si ha delle località in cui si gioca d’azzardo e che proliferano sull’attività dei casinò: basti citarne, una per tutte, Las Vegas.

Sembra impossibile immaginare questi luoghi in decadenza, avviati ad un destino di declino e, infine, alla chiusura delle sale da gioco Eppure, è esattamente quello che sta accadendo sulla piccolo isola di Macao. Macao è un’isoletta della Repubblica Popolare Cinese che un tempo è stata colonia portoghese. Su un’estensione territoriale estremamente ridotta si possono contare ben 35 sale da gioco, che fino al 2013 facevano registrare un volume d’affari da capogiro, cifre come 45 miliardi di dollari movimentati in un anno. Il motivo di tanta popolarità e di tanto successo deriva dal fatto che Macao è l’unico luogo, nella pur vastissima Repubblica Popolare Cinese, in cui il gioco d’azzardo sia legale: quindi qui si riversavano tutti i giocatori dall’Oriente. Ma negli ultimi mesi questo trend è drammaticamente cambiato, e il motivo principale sembra potersi rintracciare nelle misure sempre più restrittive che il Governo ha imposto sulla circolazione dei soldi al di fuori della sale dei casinò. Infatti, a Macao si era saldamente insediato un giro di riciclaggio di denaro sporco, poiché la malavita locale aveva fatto suo il monopolio del gioco d’azzardo. Di conseguenza si è cercato di correre ai ripari inasprendo le normative di sicurezza, e il primo immediato effetto che questo ha avuto è stato un netto calo del flusso di giocatori. Si calcola che ci sia stato un calo di fatturato del 40%, con una riduzione degli incassi del 33%. Un altro fattore che viene indicato come possibile causa di questa crisi di clientela sta nel fatto che nelle sale da gioco di Macao è stato vietato il fumo. Ovviamente, i gestori non sono rimasti con le mani in mano: hanno pensato di puntare sui giocatori esteri, rivolgendosi dunque ad un pubblico occidentale. A tale scopo, il prestigioso casinò The Venetian ha deciso di farsi pubblicità scegliendo un testimonial molto importante, e molto noto in Europa ed America. Si tratta dell’ex calciatore britannico David Beckham, che ha associato la sua faccia a quella di The Venetian. Ad onor del vero, però, si deve sottolineare il fatto che nelle immagini pubblicitarie Beckham non appare mai accanto ad un tavolo da gioco. Probabilmente i curatori della sua immagine, che continua a valere moltissimo nonostante Beckham abbia abbandonato l’attività agonistica, non hanno trovato vantaggioso associare il suo volto ad un’attività che può essere facilmente avvicinata alla malavita o, comunque, a qualcosa di illegale. Purtroppo, questo potrebbe non essere sufficiente per risollevare le sorti del Venetian, e neppure dei numerosi altri casinò di Macao. Infatti, le previsioni della Deutsche Bank dicono che anche nei prossimi mesi i casinò di Macao dovrebbero registrare un calo del fatturato e degli introiti. Speranze più concrete si possono riporre in nuovi investitori che decidano di aprire altre sale da gioco sull’isola. Sembra difficile credere che la crisi dei casinò di Macao, che va avanti ormai da una decina di mesi, sia irreversibile, visto il grandissimo riscontro che essi hanno avuto negli anni passati; ma certo è che i tempi sono molto cambiati, e così pure le abitudini dei giocatori, e quindi potrebbe non trattarsi solo di un temporaneo calo di immagine, ma di un definitivo declino di un’epoca.