Ancora il M5S sul gioco pubblico

Prosegue il dibattito presso la Camera della legislazione riguardante la stabilità, concernente anche il gioco pubblico, emessa dal governo. Presso la commissione degli affari sociali, il Movimento Cinque Stelle, nella figura del deputato Massimo Enrico Baroni, si è mostrato sbalordito di ciò che risulta essere presente all'interno dell'art quattordici, a iniziare dalla terminologia adottata per descrivere il fenomeno dei soggetti deboli dipendenti da attività di gambling, in modo particolare non contemplando interamente i dati concernenti il duro impiego realizzato dalla dodicesima commissione durante il vaglio degli emendamenti riguardanti il decreto.

Il Movimento Cinque Stelle reputa, anche, controverso che la somma dell'ordine di cinquanta mln destinata alla prevenzione da questo fenomeno risulti sulle spalle del SSN, nonostante i regolamenti concernenti l'art quarantaquattro riguardino un progetto di sanatoria nei confronti degli esercenti della filiera i quali porterebbero a una erogazione dell'ordine di seicento milioni in euro annuali che vedranno un aumento di ulteriori trecento milioni ricavate dalle multe al settore illegittimo. Viene infatti confermata l'esigua chiarezza che concerne l'ambito del gambling, attraverso una parte importante riguardante l'AAMS e il Mef, a cominciare dal monitoraggio autorizzato esclusivamente ad appannaggio della guardia di finanza nazionale, per quella che è una non sufficiente chiarezza nei confronti dei regolamenti votati all'allontanamento della illegalità all'interno del settore, funzionando da deterrente alle manovre non lecite. Riguardo alle normative riguardanti il lemma venti dell'art quarantaquattro, viene confermato come si stia parlando di una manovra non opportuna rintracciando, anche, il fatto che  il gambling sportivo goda, comunque, in ogni caso, di meccanismi di favore, per quanto concerne il prelievo fiscale. Il Movimento Cinque Stelle rintraccia inoltre un incremento in uscita sul fronte slot machine e videolottery, in ottemperanza al comma ventuno, riguardante ambiti ora ampiamente diffusi, alla stregua di quello che potrebbe essere considerato una specie di meccanismo di tutela erogato dal governo per la rete del gambling nazionale. In ultimo, Massimo Enrico Baroni chiama a raccolta gli altri membri del Movimento allo scopo di evidenziare la comprensione del problema concernente l'abuso dei servizi da gioco, sottolineandone le questioni civili, quando si tratti di fasce deboli. L'impegno del movimento cinque stelle, in conclusione, per quel che riguarda il settore del gioco pubblico, si colloca in una prospettiva confacente una conciliazione della filiera del gioco con l'ambito politico, il quale negli ultimi tempi ha mostrato una evidente apertura nei confronti del gioco, ma che attraverso la legge di stabilità, e i relativi emendamenti, sembra essere tornata sui suoi passi. Si parla quindi di una posizione intermedia tra i sostenitori della filiera e dei critici su tutta la linea. Il movimento, in modo particolare per quanto concerne la lotta ai servizi da gioco illegali, mostra tutta la sua volontà di stabile delle normative che siano in grado di debellare il fenomeno all'origine. Il M5S ha infatti evidenziato, in questi ultimi tempi, come le manovre del governo, pur non votate, naturalmente, a favorire l'ambito illegale come è lecito che sia, si sia prodotto in cavilli che non tutelano i giocatori da questa tipologia di servizi, nel momento in cui gli operatori della filiera siano vessati da rincari del prelievo fiscale, per uno scenario che vede la politica impegnata nel recupero di quote erariali in questo momento di emergenza economica.